Finlandia: la ricerca fa scuola

Conosci il metodo scolastico finlandese? Negli ultimi anni sono usciti tantissimi articoli informativi sulle scuole del nord Europa perché il loro standard didattico è alto, tanto che sono di ispirazione per moltissimi paesi.

Le scuole finlandesi sono quelle con gli studenti meglio istruiti del mondo. Lì hanno scommesso sulla formazione permanente degli insegnanti e sulle esigenze individuali degli studenti. Le scuole sono concepite come “learning landscape” segnati e attraversati da “strade” e “piazze” come a dissolvere l’opposizione tra lo spazio didattico tradizionale (la classe) e lo spazio d’uso e di servizio libero. Gli edifici scolastici rivendicano una continua e costante attenzione all’apprendimento.
Le zone di studio e gli angoli per svolgere attività spontanee sono amalgamate da strutture architettoniche adeguatamente studiate per il benessere di chi le abita.
La scuola diventa un edificio dove favorire l’appartenenza alla comunità e dove coesistono approcci personalizzati insieme a obiettivi comuni.

Nel 2011 il documentarista Bob Compton e il ricercatore della Harvard University (Boston – USA) Tony Wagner, hanno condotto una ricerca sul sistema scolastico finlandese proprio per la sua eccellenza. Il risultato della loro ricerca è il docu-film “The Finland Phenomenon: Inside the World’s Most Surprising School System[1].
Anche INDIRE[2], negli ultimi anni, ha pubblicato articoli interessanti sulle scuole finlandesi. A conferma dell’interesse dell’Italia al suo sistema scolastico caratterizzato da una forte enfasi sul benessere degli studenti, sull’integrazione e l’insegnamento di alta qualità.

Le scuole finlandesi sono gratuite e sono aperte a tutti i bambini del paese. Non ci sono test di ammissione, il che significa che tutti i bambini hanno accesso allo stesso livello di istruzione.

In Finlandia l’istruzione obbligatoria comincia nell’anno in cui il bambino compie 7 anni. La scuola primaria, la cosiddetta Peruskoulu/Grundskola, dura nove anni. Ecco quindi, una prima differenza: non ci sono stacchi o esami di passaggio fino a 16 anni, come invece accade in Italia.

Gli studenti finlandesi che hanno completato l’istruzione obbligatoria, ma non hanno ottenuto un posto per proseguire gli studi, possono partecipare all’istruzione volontaria, il cui fine è quello di aiutarli a progettare la loro carriera e aumentare le loro possibilità di continuare gli studi.

Molti studenti, a 16 anni, iniziano a frequentare la scuola secondaria e possono scegliere di andare al liceo o alla scuola professionale. La maggior parte di loro sceglie il liceo che prepara all’università o, se desiderano, possono entrare direttamente nel mondo del lavoro.
La scuola secondaria non prevede annualità predefinita; questo vuol dire che gli studenti possono preparare dei piani di studio individuali, in conformità ai corsi offerti da ciascun istituto e al tempo concesso agli studenti per completare gli studi.
Il programma di studi comprende un minimo di 75 corsi, di cui 45/49 corsi sono obbligatori. I corsi restanti possono esser scelti da una serie di specializzazioni facoltative e di corsi applicati, la cui disponibilità varia da istituto a istituto. Ogni corso si sviluppa in 38 lezioni. Il piano di studi nel suo insieme richiede una media di tre anni per essere completato.

Chiaramente prima della scuola dell’obbligo ci sono eccellenti programmi che accolgono neonati e bambini fino ai 6 anni. L’idea è che prima dei sette anni i bambini apprendano meglio attraverso il gioco, così che nel momento in cui, finalmente andranno a scuola, essi saranno desiderosi di iniziare ad imparare.

L’attività didattica è molto scandita, generalmente è suddivisa in 3 fasi. All’inizio c’è l’intervento del docente, che non dura più di un quarto d’ora, poi il coinvolgimento degli alunni attraverso un’attività, un lavoro di gruppo o una presentazione e infine, si passa alla terza fase che è realizzativa, normalmente di tipo laboratoriale. Per esempio, nella scuola secondaria alla lezione di fisica il professore spiega l’argomento con una presentazione al computer, poi chiama un alunno che commenta l’argomento utilizzando la LIM, infine la classe si trasferisce in laboratorio per costruire degli esperimenti pratici. Nella scuola primaria, si ripete lo stesso schema: spiegazione, lavoro di gruppo, sintesi. Quando gli studenti sono impegnati nel lavoro di gruppo, l’insegnante può tranquillamente andar via dalla classe e tornare dopo per un confronto: i giovani sono abituati a essere autonomi e indipendenti nello studio e nei compiti da portare avanti. E comunque l’importanza data alla manualità è uno degli aspetti più importanti nello sviluppo dello studente perciò la didattica viene programmata secondo compiti autentici.

La rete scolastica copre l’intero territorio nazionale. Gli istituti comprensivi, ad eccezione di alcune scuole private, sono gestiti principalmente dagli enti locali. Il governo contribuisce a finanziare tutte le scuole, il materiale educativo e didattico per i bambini è gratuito. Gli alunni ricevono inoltre un pasto caldo il giorno. Di norma, il trasporto per distanze superiori ai 5 km viene organizzato dall’istituto. Nei piccoli villaggi ci sono scuole piccole hanno meno di dieci alunni, nei centri urbani le scuole accolgono più di 900 studenti. In Finlandia sono presenti circa 4.300 istituti comprensivi.

Il sistema scolastico finlandese è anche noto per il suo alto livello di insegnamento e per i suoi docenti altamente qualificati. Tutti gli insegnanti in Finlandia sono obbligati a ottenere una laurea (solo i laureati con il massimo dei voti possono accedere alla professione). Gli insegnanti seguono un curriculum nazionale di base, ma sono liberi di sviluppare il proprio e utilizzare i propri metodi di insegnamento. Lavorano anche come mentori, a supporto degli insegnanti nuovi. Partecipano a continui programmi di aggiornamento professionale. Gli insegnanti vengono valutati da parte degli alunni attraverso questionari online e questi costituiscono motivo di riflessione per il dirigente e il suo staff. In generale, godono di un alto livello di rispetto e prestigio nella società. Il mestiere di insegnante è visto come un serio professionista. Spesso chi insegna alla scuola primaria o secondaria insegna anche all’università.

Le autorità dell’istruzione sono responsabili dell’istruzione di tutti i bambini, compresi quelli con gravi problemi di sviluppo. Gli alunni con difficoltà d’apprendimento ricevono un insegnamento di recupero nelle classi normali. Lo scopo è quello di integrare il più possibile l’istruzione di chi ha esigenze speciali. Ci sono tuttavia alunni cui giova di più un insegnamento apposito e separato. Gli alunni stranieri in età di scuola d’obbligo scolastico vengono inseriti nella classe adatta alla loro età e aiutati a raggiungere il livello scolastico equivalente.

Ci sono pochi compiti a casa e nessun voto o valutazione fino al liceo. Invece di mettere l’accento sulla competizione, le scuole finlandesi si concentrano sull’apprendimento cooperativo e il benessere dello studente.

La Finlandia pone l’accento su un approccio all’insegnamento e all’apprendimento più libero, creativo e autonomo. Sono tutte qualità che gli italiani hanno in potenzialità e che dovremmo capitalizzare.

È evidente che il margine di miglioramento in Italia è molto ampio, e potrebbero essere presi numerosi spunti dal modello finlandese per migliorarci e valorizzare le nostre risorse umane.

Lo spirito avanza di stupore in stupore. [Henri Bergson]

Saunalahti school in Espoo, Finland Photo by Andreas Meichsner for Verstas architects


[1] Per vedere il documentario https://youtube.com/playlist?list=PLjLpbaIU_XyHJ1XvfL2jqgew-IMh7pgpI

[2] Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca educativa – https://www.indire.it/

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